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Una gran parte di quello che i medici sanno è insegnato loro dai malati
Marcel Proust |
| KINESIOLOGIA APPLICATA |
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Al medico fu chiaro che le debolezze muscolari in alcuni casi erano dovute si a malfunzionamenti di natura meccanica, ma in molti altri casi altri fattori potevano influenzare il coordinamento muscolare come ad esempio: squilibri metabolici ed alterazioni psicologico-emozionali. Grazie a Goodheart nacque così negli anni 70 una nuova disciplina conosciuta con il nome di kinesiologia applicata (dal greco kinesis, movimento), oggi diffusa a livello mondiale e molto apprezzata da operatori del settore sanitario come: chiropratici, dentisti, medici, osteopati, chiropratici ecc.. Nel 1974 fu fondata la scuola College of Applied Kinesiology (ICAK) .
La kinesiologia applicata usa vari metodi e uno strumento principale molto conosciuto col nome di "test muscolare" di precisione, che è un vero proprio test di funzionalità neurofisiologica. L'operatore esperto (kinesiologo) è in grado non solo di individuare con molta precisione le cause che scatenano molti disturbi e patologie, ma anche di individuare le cure più adatte e la loro efficacia nel tempo. Gli operatori per diagnosticare i vari disturbi testano la forza muscolare, procurando provocazioni fisiche, mentali o chimiche sul corpo del paziente chiedendogli poi di porre resistenza alla pressione esercitata su un arto. Sostanze nutritive e chimiche vengono poste direttamente sulla pelle, sulla lingua o altre parti del corpo del paziente e in seguito ai cambiamenti della forza muscolare del paziente dovuti alla presenza di queste sostanze, l'operatore è in grado di rilevare la presenza di eventuali intolleranze alimentari o sostanze tossiche.
Nei trattamenti, in generale vengono usate 3 prove di indagine: Prova fisica: dove si esercita una certa pressione sulle ossa e sui muscoli del corpo, quando si sospetta un disturbo strutturale
Secondo gli esperti del settore, la kinesiologia applicata è in grado di risolvere molti disturbi come: sindrome dolorose, sublussazioni, problemi di masticazione e malocclusione, lesioni craniali e alterazioni delle tensioni meningee, alterazioni posturali ecc.. Nel tempo grazie all'approfondimento di studi e sperimentazioni è stato possibile estendere questa tecnica anche alla componente biochimica e alla sfera psicologico emozionale. In campo biochimico può risolvere molti squilibri e malattie organiche come: alterazioni del sistema endocrino, disturbi dell'apparato riproduttore femminile e di quello digerente, infezioni ricorrenti ecc.. Oltre a questo è in grado di affrontare situazioni di disagio psicologico emotivo e di individuare e risolvere disturbi organici o strutturali su base psicosomatica. Questa tecnica, come molte altre, riconosce il corpo come un insieme dove muscoli, organi e ghiandole sono connessi tra loro attraverso una rete complessa di circuiti energetici come: i meridiani, il sistema nervoso, il sistema linfatico, il sistema circolatorio. I muscoli sono collegati ai vari sistema del corpo e la loro forza o debolezza segnala lo stato di salute fisica, chimica e mentale dell'individuo (Triade del triangolo della salute). Oggi molti medici sono scettici nei confronti di questa tecnica perché non vi sono ancora prove scientifiche accettabili, ma nonostante questo molti operatori del settore sanitario la impiegano con successo.
Vent'anni fa circa partecipai ai corsi molto frequentati di floriterapia a Milano organizzati dalla FAI e da M.Margaretha MiJnlief. Margaretha ha scritto diversi libri tra cui Manuale di floriterapia della Xenia edizioni, uno dei primi libri di floriterapia pubblicati in Italia. Nel libro viene spiegato anche l'uso del test kinesiologico applicato ai fiori di Bach. Nei corsi abbiamo più volte fatto uso di questo semplicissimo test che può essere eseguito da tutti e che con la pratica può diventare un valido strumento di diagnosi. Trascrivo qui sotto il testo del libro riguardante questo argomento:
TEST CON LA KINESIOLOGIA
Le energie sottili sono suscettibili di molteplici usi, ad esempio possiamo utilizzarle per una valida diagnosi e ricerca del rimedio floreale più adatto al nostro caso, anche se non sappiamo nulla sia dei rimedi floreali che del nostro stato mentale. Il metodo che qui suggerisco è denominato kinesiologico, e si svolge nel modo seguente. Per valutare quale rimedio faccia al caso nostro, dobbiamo prendere una per una le confezioni dei rimedi e posarle sulle nostre ginocchia, "misurando" di volta in volta la presenza di uno o più rimedi che ci possano essere utili grazie ad un esercizio fatto con le mani che illustrerò tra poco. Per chi non conosce le possibilità offerte dal campo kinesiologico tutto questo sembrerà probabilmente un discorso alquanto strano; prego tuttavia i lettori di leggere attentamente questo paragrafo, di rileggerlo e poi di provare. L'ambiente deve essere tranquillo, e noi dobbiamo avere la calma necessaria. Seduti comodamente, con vicino ma non troppo le confezioni dei rimedi che vogliamo mettere alla prova, rivolgiamo in primo luogo l'attenzione al nostro respiro finché non sarà tranquillo. Ora premiamo il mignolo contro il pollice della mano sinistra (o destra si siano mancini), con naturalezza e senza fare troppo sforzo, in modo da formare un anello. Analizziamo e registriamo quali sono le sensazioni provocate dalla pressione che esercitiamo, quanta forza ci mettiamo per tenere chiuso l'anello, e memorizziamolo attentamente. Fatto questo,congiungiamo ora a becco d'anatra l'indice e il pollice dell'altra mano, e inseriamoli dall'esterno nell'anello. Adesso proviamo ad aprire quest'anello con la sola forza del pollice destro contro l'altro pollice e dell'indice contro il mignolo. Nel momento in cui ci stiamo riuscendo, analizziamo quanta forza ci è voluta (ricordiamoci però che non si tratta di un gioco dove si vinca qualcosa). È importante che la forza che impieghiamo per tenere unito l'anello rimanga sempre costante tutte le volte che ripeteremo l'esercizio. Siccome usiamo dei muscoletti che generalmente non ci sono mai, ci stancheremo facilmente; è quindi opportuno che di tanto in tanto ci riposiamo. Analizzata e memorizzata la forza che abbiamo impiegato ad aprire l'anello, siamo ora in grado di procedere alla scelta dei rimedi. Prendiamo dunque in successione le varie confezioni con le boccette dei rimedi, una per una, posandole sulle nostre ginocchia e ripetendo ogni volta l'esercizio con le mani appena descritto. Con ognuna delle scatole sulle ginocchia, si continua l'esercizio finché non saremmo riusciti ad aprire le due dita dell'anello. Tempi e modi del distacco saranno di volta in volta diversi. A volte il distacco avverrà con una certa fatica. Altre volte avverrà invece con incredibile facilità; magari allora penseremo di aver sbagliato, ma non lasciamoci prendere da questi dubbi; la ricerca funziona proprio così. Più facile e naturale risulta l'apertura dell'anello, più forte sarà l'utilità di uno o più rimedi presenti nella confezione. Dopo la 1prima selezione effettuata fra le varie confezioni, si deve ripetere la medesima operazione per determinare la giusta boccetta. Io allora proseguo togliendo la metà dei flaconi contenuti nella scatola e analizzandola a sua volta con l'esercizio descritto; e proseguendo poi con la metà della metà dei flaconi, finché per esclusione si arriva alla boccetta giusta. A proposito, questo metodo di ricerca non possiamo usare un po' per tutte le cose che dobbiamo scegliere: la frutta, le medicine e persino tele di via delle vacanze. Buon lavoro!
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Circa cinquant'anni fa, il Dott. George Goodheart scoprii che molti stati di sofferenza muscolare erano principalmente causati da uno stato di debolezza dei muscoli e non da contratture o traumi, come erroneamente si pensava. Egli constatò che in molte disfunzioni strutturali non erano presenti muscoli contratti o altri segni di danno neurologico, muscolare o osteo-articolare, come ci si sarebbe dovuto aspettare, ma nella maggioranza dei casi erano presenti uno o due muscoli meno efficienti e tonici degli altri. Secondo Goodheart questi muscoli deboli o ipotonici potevano essere rinforzati e ritornare forti o normotonici, massaggiando zone del corpo che non sembrano avere nessun legame con essi. 











