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La Luna fu una divinità per molti popoli del passato e si ritrova in varie mitologie e religioni in diverse forme espressive come: la Luna come madre del mondo, divinità della fertilità, dea della liberazione carnale, persononificazione dello spirito magico, guaritrice degli ammalati ecc...
Intorno al 3000 a.C. in Egitto, il dio Apis o Api, toro di Menfi, era la divinità consacrata alla Luna. Il toro nero con la macchia sulla fronte, una coda bianca e nera e uno stemma a forma di Luna crescente sul fianco destro. La festa sacra di Apis durava 29 giorni, il periodo di una lunazione, e la gente che accorreva per festeggiarlo gettava nel Nilo stoviglie d'oro e d'argento in segno di sacrificio; i coccodrilli diventavano mansueti, così che la gente poteva immergersi insieme a loro senza nulla temere.
Sempre in Egitto intorno al 1300-1200 a.C. la dea Iside era la divinità consacrata alla Luna che univa in sè i valori di Apis e altre due famose divinità Ptah e Astarte. Iside era la madre del mondo, la donna del progresso e soprattutto la donna sposa, la donna che antepone a tutto il legame con il suo uomo. Innumerevoli sono i racconti di Iside e il suo compagno Osiride, dio della terra e della forza solare penetrata nella terra. Il tempio di Iside più famoso in Egitto si trovava nella città di Sais e sotto la sua statua vi era un'epigrafe : "io sono quello che fu, quello che è e quello che sarà: nessun mortale ha alzato finora il mio velo". Il mito di Iside si diffuse anche nell'antica Roma dove furono eretti templi dedicati al suo culto.
Nella mitologia nordica invece non esisteva la dea della Luna perchè nella loro lingua la parola Luna è un sostantivo maschile, di conseguenza veniva venerata una divinità lunare maschile. La divinità è Maane fratello di Son il Sole; entrambi non facevano altro che rincorrersi. I popoli nordici antichi non riconoscevano il rapporto tra le forze lunari e il comportamento degli esseri umani.
Molte popolazioni del passato (della Polinesia, dell'America del sud, dell'India, dell'Iran ecc..) riconoscevano la Luna come sede dei morti e in Grecia la Luna era la vergine Artemide che i romani identificarono con Diana ( o con Selene).
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