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Il benessere e la felicità
Da un punto di vista obiettivo, preoccuparsi del senso o del fine della nostra esistenza e di quella delle altre creature mi è sempre parso assolutamente vuoto di significato.
Ciononostante ogni uomo è legato ad alcuni ideali che gli servono di guida nell'azione e nel pensiero.
In questo senso il benessere e la felicità non mi sono mai apparsi come la meta assoluta (questa base della morale la definisco l'ideale dei porci).
Gli ideali che hanno illuminato la mia strada e mi hanno dato costantemente un coraggio gagliardo sono stati il bene, la bellezza e la verità.
Senza la coscienza di essere in armonia con coloro che condividono le mie convinzioni, senza la affannosa ricerca del giusto, eternamente inafferrabile, del dominio dell'arte e della ricerca scientifica, la vita mi sarebbe parsa assolutamente vuota.
Fin dai miei anni giovanili ho sempre considerato spregevoli le mete volgari alle quali l'umanità indirizza i suoi sforzi: il possesso di beni, il successo apparente e il lusso
Albert Einstein
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Circa cinquant'anni fa, il Dott. George Goodheart scoprii che molti stati di sofferenza muscolare erano principalmente causati da uno stato di debolezza dei muscoli e non da contratture o traumi, come erroneamente si pensava. Egli constatò che in molte disfunzioni strutturali non erano presenti muscoli contratti o altri segni di danno neurologico, muscolare o osteo-articolare, come ci si sarebbe dovuto aspettare, ma nella maggioranza dei casi erano presenti uno o due muscoli meno efficienti e tonici degli altri. Secondo Goodheart questi muscoli deboli o ipotonici potevano essere rinforzati e ritornare forti o normotonici, massaggiando zone del corpo che non sembrano avere nessun legame con essi.
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Moshe Feldenkrais (1904-1984) ingegnere e fisico israeliano praticava varie attività sportive e fu uno dei primi sportivi non giapponesi a conquistare la cintura nera di judo nel 1936.
Un incidente al ginocchio durante una partita di calcio, lo portò a dedicarsi alla propria riabilitazione, allo studio dell'apparato motorio e alla conoscenza del corpo umano.
Sviluppò così un nuovo metodo di rieducazione che insegnava a migliorare la postura e il movimento del corpo attraverso la piena consapevolezza dei propri movimenti e l'uso dell'immaginazione per correggere le posizioni e i movimenti sbagliati. Egli comprese che schemi di postura errati procurano inevitabilmente dolore e stanchezza.
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Lo psichiatra italiano Roberto Assagioli (1888-1974) sviluppò i principi della psicosintesi avanzati per la prima volta dallo scrittore cinese Wu Chnegen. Diversamente da quello che pensavano gli psichiatri dell'epoca, egli diede maggior importanza ai bisogni spirituali dell'uomo e alla necessità di sviluppare una nuova identità o "Io Transpersonale" per ogni persona. Egli sosteneva che il fine ultimo della terapia è "aiutare l 'individuo a trasformare la personalità e ricomporre le contraddizioni". Queste ultime comprendono emozioni negative, che sono in realtà distorsioni delle emozioni primarie emanate dall'Io transpersonale e spesso causate da stress, shock e problemi della vita quotidiana.
Assagioli aveva una visione più ottimistica della psicologia umana, puntando più sullo sviluppo di una personalità equilibrata e armoniosa e alla realizzazione dei nostri potenziali, assumendoci la piena responsabilità del proprio sviluppo.
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Scritto da Administrator
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Mudra è un termine sanscrito riferito a particolari posizioni delle mani e delle dita con valenze simboliche e rituali. La gestualità delle mani è sempre state in tutte le culture una forma spontanea di espressione e comunicazione a cui si fa spesso ricorso nella vita di tutti i giorni per sostituire o rafforzare la comunicazione verbale.
All'origine la funzione dei mudra era quella di esprimere attraverso i gesti, i concetti caratterizzanti una data divinità o la forma in cui essa si manifesta negli uomini. Questi venivano praticati prevalentemente nei paesi orientali ( es.India) in ambito religioso e spirituale e nelle pratiche yoga.
Nella nostra cultura occidentale e in ambito religioso venivano praticate particolari gestualità con le mani, come testimoniano i tanti dipinti esposti in musei e chiese. Anche se a queste particolari gestualità non sono stati attribuiti termini specifici, in sostanza hanno le stesse funzioni dei mudra praticati in Oriente.
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